18 luglio 2026: sindacati militari in piazza. ACVUM annuncia la propria partecipazione in supporto all'iniziativa storica promossa da ITAMIL -USAMI - SILMM -NSC - SINAFI.

Il 18 luglio 2026 segnerà, secondo Girolamo Foti, Presidente dell'Associazione Europea dei Cittadini e Veterani in Uniforme – ACVUM, una data di particolare rilievo nel panorama sindacale militare italiano.
Le organizzazioni sindacali dei militari dell'Esercito, della Marina Militare, dell'Aeronautica Militare e dell'Arma dei Carabinieri scenderanno in piazza per manifestare il proprio dissenso rispetto alle risorse previste per il rinnovo contrattuale 2025-2027.
«Non sarà uno sciopero e non verranno bloccate le attività operative né quelle di servizio», dichiara Foti. «Sarà un momento di incontro tra servitori dello Stato, famiglie e società civile, per richiamare l'attenzione sul valore del sacrificio quotidiano di chi opera al servizio delle istituzioni e della collettività».
Secondo il Presidente di ACVUM, le risorse stanziate per il contratto 2025-2027 sarebbero insufficienti e, sotto alcuni profili, peggiori rispetto al precedente rinnovo. Alla questione economica si aggiungerebbero l'assenza di interventi concreti sulla specificità del comparto, sulla previdenza e sull'agibilità sindacale.
«Per avere criticato il Ministro della Difesa e un suo consigliere durante la fase contrattuale 2022-2024, ho subito un provvedimento di stato e la conseguente rimozione d'autorità dalla mia carica elettiva», afferma Foti. «La normativa sull'associazionismo sindacale militare appare incompleta, poco funzionale e, a mio avviso, non pienamente coerente con i principi costituzionali e con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo».
«Ritengo questa situazione discriminatoria e incredibile: mentre certi dirigenti dello Stato, autorità, politici e amministratori coinvolti in indagini o rinviati a giudizio per ipotesi di peculato, corruzione, rapporti con organizzazioni criminali o altri reati continuano, in molti casi, a mantenere incarichi e ruoli elettivi, per una critica sindacale, formulata con attenzione ai profili penali, si può arrivare a perdere una carica elettiva».
«Un deputato della maggioranza di Governo, in una comunicazione privata, mi ha persino scritto che avrei "disonorato la Forza Armata". Se una critica sindacale, espressa con attenzione ai profili penali, viene qualificata con questa espressione, ritengo che vi sia un serio problema di cultura democratica e di tutela della libertà sindacale in Italia, a quasi ottant'anni dall'entrata in vigore della Costituzione».
Foti sostiene inoltre che l'attuale Governo e il Parlamento non abbiano ancora adottato misure efficaci per rafforzare l'agibilità delle organizzazioni sindacali dei militari.
«Da quando il Presidente del Consiglio, onorevole Giorgia Meloni, è alla guida del Governo, non risulterebbero incontri diretti con le organizzazioni sindacali militari. In una condizione simile era prevedibile che, prima o poi, le rappresentanze dei militari manifestassero apertamente la propria insoddisfazione».
Tra le criticità richiamate figurano l'aumento del costo della vita, le difficoltà delle famiglie costrette a vivere lontane a causa del lavoro, l'invecchiamento del personale e la mancanza di misure strutturali per valorizzare concretamente la specificità delle Forze Armate.
«Sentiamo spesso slogan, frasi di rito ed espressioni di principio, ma i militari attendono fatti concreti», prosegue Foti. «Non ci sono risorse contrattuali adeguate, non ci sono risposte significative sulla previdenza e non risultano interventi a costo zero per lo Stato in materia di agibilità sindacale. Diritti, dignità e tutela delle famiglie non possono restare soltanto parole».
L'Associazione Europea dei Cittadini e Veterani in Uniforme, invitata alla manifestazione, annuncia la propria partecipazione e intende coinvolgere cittadini e familiari in una mobilitazione civile e pacifica.
«Sarò presente all'evento insieme agli aderenti dell'associazione, indossando le nostre t-shirt e portando un messaggio chiaro: servono diritti, dignità e rispetto per i servitori dello Stato», " Il pensiero libero unisce l'Europa" - conclude Foti. «Il 2027 sarà l'anno delle valutazioni. Ogni cittadino potrà giudicare all'interno dell'urna l'operato dell'attuale Governo attraverso il voto.
ACVUM non darà indicazioni elettorali, ma sarà un osservatore attento, soprattutto nei confronti di chi afferma di essere dalla parte dei servitori dello Stato senza tradurre tali dichiarazioni in risultati concreti».
RASSEGNA STAMPA


Appuntamento a Roma
L'appuntamento è a Roma, in Piazza della Repubblica, sabato 18 luglio 2026 alle ore 16:00.
Gli organizzatori hanno messo a disposizione dieci pullman gratuiti per raggiungere la Capitale. È possibile prenotare il proprio posto cliccando sul seguente link:
https://usami-aeronautica.it/adesioni-manifestazione/
Partecipiamo per chiedere diritti, dignità, rispetto e risposte concrete per i servitori dello Stato e per le loro famiglie.


