CASO PAGLIA - VANNACCI: ACVUM: LA LIBERTÀ DI CRITICA DEVE VALERE PER TUTTI

Il caso Paglia-Vannacci riapre una questione delicata: quali sono i confini della libertà di espressione per chi indossa l'uniforme e per chi esercita funzioni sindacali nelle Forze Armate?
L'Associazione culturale Cittadini e Veterani in Uniforme (ACVUM) esprime alcune considerazioni sul dibattito pubblico sviluppatosi tra il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia e il Generale Roberto Vannacci, oggi parlamentare europeo.
Secondo quanto riportato dalla stampa, il Tenente Colonnello Paglia è intervenuto pubblicamente in televisione indossando l'uniforme, esprimendo proprie considerazioni nei confronti del Generale Vannacci.
ACVUM non intende entrare nel merito delle singole frasi pronunciate né delle opinioni espresse.
Al Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d'Oro al Valor Militare, va tutto il nostro rispetto per la sua storia personale, militare e per il valore dimostrato al servizio dello Stato.
La nostra riflessione riguarda esclusivamente un principio di carattere generale.
Se quelle medesime opinioni fossero state manifestate da un cittadino in abiti civili e a titolo esclusivamente personale, ACVUM non avrebbe avuto alcuna ragione per intervenire.
Il fatto che il dibattito pubblico abbia coinvolto un ufficiale apparso in uniforme in una trasmissione televisiva pone invece inevitabilmente una questione che interessa tutto il personale militare.
LE REGOLE DEVONO ESSERE COMPRENSIBILI E UGUALI PER TUTTI
Negli ultimi anni alcuni importanti dirigenti sindacali militari sono stati destinatari di provvedimenti di stato in relazione a vicende connesse anche a comunicati stampa e all'attività di critica sindacale.
Secondo quanto rappresentato dagli interessati, in alcuni casi si trattava di comunicati non personalmente sottoscritti dai dirigenti, ai quali sarebbe stata comunque ricondotta una responsabilità in ragione dell'incarico ricoperto nell'organizzazione sindacale.
Si trattava, inoltre, di attività esercitate nell'ambito sindacale e da militari che operavano in abiti civili e nell'esercizio delle rispettive funzioni rappresentative.
ACVUM esprime la propria solidarietà ai dirigenti sindacali interessati, nel pieno rispetto delle autorità competenti e senza voler interferire nelle valutazioni relative ai singoli procedimenti.
La questione che poniamo è differente.
Se l'ordinamento militare stabilisce particolari obblighi di comportamento e di espressione derivanti dallo status, occorre comprendere come tali principi vengano applicati quando un militare interviene pubblicamente in uniforme e quando, invece, un dirigente sindacale formula una critica nell'esercizio della propria attività rappresentativa.
Non chiediamo provvedimenti nei confronti del Tenente Colonnello Paglia.
Chiediamo coerenza nell'applicazione delle regole.
NON È UNA QUESTIONE CONTRO PAGLIA O CONTRO VANNACCI
ACVUM non prende posizione nel confronto personale tra Paglia e Vannacci.
Il punto è un altro.
Il Generale Vannacci, oltre a essere superiore in grado del Tenente Colonnello Paglia, riveste oggi un ruolo politico. Proprio per questo il confronto assume una particolare rilevanza pubblica quando uno dei protagonisti interviene indossando l'uniforme.
Se viene riconosciuta la possibilità di esprimere pubblicamente considerazioni anche fortemente critiche in questo contesto, occorre interrogarsi sulla condizione dei dirigenti sindacali militari che hanno esercitato il diritto di critica su questioni appartenenti alla propria sfera sindacale.
SOLIDARIETÀ AI DIRIGENTI SINDACALI " FIGLI DI UN DIO MINORE"
Dietro un provvedimento di stato non esiste soltanto una questione amministrativa.
Possono esserci ripercussioni professionali, economiche e familiari molto significative.
Secondo quanto rappresentato nei casi ai quali facciamo riferimento, per alcuni dirigenti vi sarebbero state conseguenze anche sul mantenimento dei requisiti necessari per determinati riconoscimenti connessi allo status di veterano.
Su questi specifici effetti ACVUM chiede che venga fatta piena chiarezza nelle sedi competenti.
Ancora più delicata è la questione delle conseguenze sulla carica sindacale elettiva.
La legge n. 46 del 28 aprile 2022, che disciplina l'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze Armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, presenta aspetti che, secondo ACVUM, meritano una profonda revisione.
Un dirigente sindacale è scelto dagli iscritti.
Quando un provvedimento riguardante il suo status personale determina conseguenze anche sull'esercizio della rappresentanza sindacale, si pone inevitabilmente un problema relativo all'autonomia dell'organizzazione e alla volontà democraticamente espressa dagli iscritti.
LA LIBERTÀ DI CRITICA VALE PER TUTTI?
È questa la domanda che ACVUM pone.
Non chiediamo che qualcuno venga punito perché altri sono stati puniti.
Sarebbe una conclusione sbagliata.
Chiediamo invece che diritti, obblighi e limiti siano definiti chiaramente e applicati secondo criteri uniformi, indipendentemente dal grado, dall'incarico ricoperto o dal destinatario della critica.
Se la libertà di manifestazione del pensiero trova legittimamente spazio anche per il cittadino-militare, allora occorre tutelare adeguatamente anche la libertà di critica sindacale.
Se, al contrario, lo status militare comporta limiti particolarmente rigorosi, occorre che questi siano applicati con criteri coerenti e conoscibili.
Per ACVUM questa vicenda rappresenta quindi un'ulteriore occasione per chiedere al Parlamento una seria riflessione sulla legge 46/2022, sull'autonomia delle organizzazioni sindacali militari e sul rapporto tra disciplina, status militare, libertà di espressione e libertà sindacale.
Cittadini e Veterani in Uniforme esprime solidarietà ai dirigenti sindacali militari destinatari di provvedimenti di stato connessi a vicende riguardanti l'esercizio dell'attività sindacale.
La questione non è scegliere tra Paglia e Vannacci.
La questione è decidere se la libertà di pensiero e di critica debba valere, con le medesime regole, per tutti i servitori dello Stato.
CITTADINI E VETERANI IN UNIFORME – ACVUM
