Associazione Europea Cittadini e Veterani in Uniforme

ECONOMIA: DA PRODI A MELONI: OLTRE VENT’ANNI DI CONTRATTI, INFLAZIONE, BLOCCHI E PROVVEDIMENTI PER CHI SERVE LO STATO MENO SOLDI CON I GOVERNI DI DESTRA LO DIMOSTRANO I NUMERI.

21.08.2026

AUMENTI CONTRATTUALI, POTERE D'ACQUISTO, BLOCCO STIPENDIALE, BONUS, RIORDINI E MISURE STRAORDINARIE: I NUMERI CONSENTONO DI GIUDICARE LE POLITICHE DEI GOVERNI

Quando si parla dei rinnovi contrattuali delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, limitarsi all'importo nominale dell'aumento rischia di fornire una rappresentazione incompleta.

133 euro nel 2007 non hanno lo stesso valore economico di 198 euro nel 2024.

Per valutare quanto un Governo abbia effettivamente valorizzato economicamente il personale occorre considerare almeno:

È mettendo insieme questi elementi che la storia degli ultimi vent'anni assume un significato molto diverso.

PRODI II – 17 MAGGIO 2006 / 8 MAGGIO 2008

Il Governo Prodi II conclude la tornata relativa al quadriennio normativo 2006-2009 e al biennio economico 2006-2007, recepita per il personale non dirigente delle Forze Armate con il DPR 11 settembre 2007, n. 171.

La legge finanziaria 2007 incrementò le risorse destinate ai miglioramenti retributivi del personale delle Forze Armate e dei Corpi di Polizia di:

304 milioni di euro per il 2007;

805 milioni di euro annui dal 2008.

A queste somme si aggiunsero:

40 milioni nel 2007;

80 milioni annui dal 2008

destinati al trattamento accessorio per le speciali esigenze della sicurezza pubblica e della difesa nazionale. Sono cifre riportate direttamente nelle norme richiamate dal DPR 171/2007.

Nelle ricostruzioni dell'epoca viene frequentemente indicato un beneficio complessivo nell'ordine dei 123-133 euro lordi medi mensili, a seconda delle componenti considerate.

Per correttezza, i 133 euro non devono essere presentati come aumento tabellare identico per ogni militare: costituiscono un valore medio complessivo utilizzato nelle ricostruzioni della tornata.

Un altro intervento importante riguarda il Fondo per l'efficienza dei servizi istituzionali – FESI.

Va però fatta una correzione storica: il FESI non nasce nel 2007. Fondi per l'efficienza erano già presenti nella precedente disciplina del comparto. Il DPR 171/2007 disciplina specificamente il Fondo per le Forze Armate e la successiva integrazione del 2009 ne incrementa ulteriormente le disponibilità.

L'inflazione media italiana nel 2007 fu circa +1,8%.

Il contesto inflazionistico rende quindi quella tornata molto diversa da quelle più recenti: l'aumento contrattuale interveniva in presenza di una dinamica dei prezzi relativamente contenuta.

BERLUSCONI IV – 8 MAGGIO 2008 / 16 NOVEMBRE 2011

Durante il Governo Berlusconi IV viene concluso il biennio economico 2008-2009, recepito per le Forze Armate con il DPR 1° ottobre 2010, n. 185. La legislazione dell'epoca stabilì inoltre che gli incrementi relativi al biennio 2008-2009 non potessero determinare aumenti superiori complessivamente al 3,2%.

Ma il provvedimento destinato a incidere maggiormente sulle retribuzioni del personale arriva nel 2010.

2010: IL GRANDE BLOCCO

Con il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito nella legge n. 122/2010, viene introdotto un vasto programma di contenimento della spesa per il pubblico impiego.

L'articolo 9 stabilisce, tra l'altro, che non si dia luogo, senza possibilità di recupero, alle procedure contrattuali e negoziali relative al triennio 2010-2012, fatta salva l'indennità di vacanza contrattuale.

Per il personale pubblico vengono inoltre congelati diversi meccanismi di crescita economica.

Per il personale in regime di diritto pubblico gli effetti interessano anche meccanismi di adeguamento e progressione stipendiale; le progressioni di carriera nel periodo interessato producono in diversi casi effetti esclusivamente giuridici.

Per il Comparto Sicurezza-Difesa il problema non fu quindi soltanto:

"non arriva il nuovo contratto".

Il problema fu più ampio:

venne congelata una parte significativa della normale dinamica economica delle retribuzioni.

Successivamente furono adottati strumenti perequativi per attenuare alcuni effetti sul personale della Sicurezza e della Difesa.

Ma resta un dato storico difficilmente contestabile:

IL GRANDE BLOCCO CONTRATTUALE NASCE NEL 2010 DURANTE IL GOVERNO BERLUSCONI IV.

Per durata ed effetti cumulativi sulla dinamica stipendiale, rappresenta uno degli interventi economicamente più penalizzanti dell'intero periodo considerato.

MONTI – 16 NOVEMBRE 2011 / 28 APRILE 2013

Il Governo Monti eredita il blocco introdotto nel 2010 e non ripristina la normale contrattazione economica.

Continua quindi la politica di contenimento della spesa pubblica e delle retribuzioni.

Durante questo Governo viene inoltre approvata la legge 31 dicembre 2012, n. 244, sulla revisione dello strumento militare.

Il modello prevedeva una riduzione degli organici delle Forze Armate verso l'obiettivo delle 150.000 unità, accompagnata da un vasto processo di riorganizzazione dello strumento militare. La documentazione parlamentare successiva conferma espressamente l'obiettivo delle 150.000 unità previsto dalla legge n. 244/2012.

[Analisi] È opportuno non attribuire politicamente questa riforma soltanto a una singola area: il Governo Monti era sostenuto da una maggioranza parlamentare trasversale e la riforma va giudicata anche sulla base dei voti parlamentari che la resero possibile.

Le conseguenze della revisione hanno interessato negli anni organici, reclutamento, infrastrutture, mobilità, struttura dei ruoli e programmazione delle carriere.

LETTA – 28 APRILE 2013 / 21 FEBBRAIO 2014

Con il Governo Letta non avviene il ritorno alla normale contrattazione.

Il DPR 122/2013 proroga fino al 2014 diverse misure di contenimento precedentemente introdotte.

La documentazione parlamentare ricorda espressamente che vengono prorogati il blocco dei meccanismi di adeguamento retributivo, delle classi e degli scatti e gli effetti economici delle progressioni di carriera per il personale interessato.

Letta quindi non introduce il blocco, ma ne mantiene e proroga gli effetti.

Per il personale significa un altro anno senza una piena normalizzazione della dinamica salariale.

RENZI – 22 FEBBRAIO 2014 / 12 DICEMBRE 2016

Durante il Governo Renzi inizia il percorso di uscita dal lungo congelamento.

Un passaggio fondamentale arriva nel 2015 con la sentenza n. 178/2015 della Corte costituzionale.

La Consulta considera costituzionalmente illegittimo il protrarsi del blocco della contrattazione, con effetti per il futuro.

Questo punto è essenziale:

la fine del blocco non comportò la restituzione automatica di tutto ciò che il personale non aveva percepito negli anni precedenti.

Non vennero cioè trasformati tutti gli anni congelati in arretrati contrattuali.

LO SBLOCCO DELLA DINAMICA STIPENDIALE

Dal 2015 vengono meno diversi effetti del congelamento degli automatismi stipendiali.

Per il Comparto Sicurezza-Difesa significa il ritorno dell'efficacia economica di istituti e progressioni classi e scatti (assegni di funzione) che durante il blocco erano stati fortemente limitati.

IL CONTRIBUTO STRAORDINARIO DA 80 EURO

Per il 2016 viene inoltre introdotto un contributo straordinario di:

960 EURO ANNUI

corrispondenti a:

80 EURO NETTI AL MESE.

Il beneficio riguarda il personale non dirigente delle Forze di Polizia, delle Forze Armate, delle Capitanerie di porto e dei Vigili del Fuoco.

La norma stabilisce espressamente che il contributo:

non ha natura retributiva;

non concorre alla formazione del reddito imponibile;

non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale.

Non è quindi corretto chiamarlo "aumento contrattuale".

Era un beneficio straordinario, particolarmente vantaggioso nell'immediato perché fiscalmente agevolato, ma non strutturale e non pensionabile.

GENTILONI – 12 DICEMBRE 2016 / 1° GIUGNO 2018

Con Gentiloni vengono realizzati due interventi fondamentali:

riordino dei ruoli e delle carriere, lo sblocco dei parametri, la qualifica speciale, il direttivo, la riduzione delle tempistiche per il passaggio ai gradi superiori dei Graduati e Sergenti;

rinnovo contrattuale 2016-2018.

Per le Forze Armate il contratto viene recepito con il DPR 15 marzo 2018, n. 40.

L'accordo generale per il pubblico impiego aveva fissato come riferimento un incremento medio di circa:

85 EURO LORDI MENSILI.

Parallelamente, nel 2017 viene realizzato il riordino dei ruoli.

Riordino e contratto devono però essere tenuti contabilmente separati:

il contratto remunera il rapporto di lavoro; il riordino modifica carriere, ruoli, parametri, qualifiche e progressioni portando ulteriori risorse al personale (circa 1200/1800 euro a secondo del grado e la categoria).

Entrambi possono produrre effetti economici, ma non sono la stessa cosa.

Nel triennio l'inflazione italiana rimase molto contenuta:

2016: -0,1%
2017: +1,2%
2018: +1,2%.

L'incremento cumulato dei prezzi è quindi nell'ordine del 2,3%.

[Analisi] Il rapporto tra rinnovo e inflazione risulta molto più favorevole rispetto a quello che si verificherà nel 2022-2024.

CONTE I – 1° GIUGNO 2018 / 5 SETTEMBRE 2019

Il Governo Conte I non conclude un nuovo contratto, ma avvia il finanziamento della successiva tornata 2019-2021.

Le leggi di bilancio iniziano a costruire le risorse necessarie per i rinnovi del pubblico impiego e per gli istituti specifici del Comparto Sicurezza-Difesa.

Il dato politicamente corretto è quindi:

Conte I finanzia parte del percorso, ma non conclude il contratto.

CONTE II – 5 SETTEMBRE 2019 / 13 FEBBRAIO 2021

Con Conte II prosegue il finanziamento della tornata 2019-2021.

Sono inoltre gli anni dell'emergenza Covid-19, durante i quali personale militare e Forze di Polizia vengono impiegati in numerose attività straordinarie.

Il rinnovo contrattuale, tuttavia, non viene concluso durante il Governo Conte II.

Le risorse stanziate negli anni precedenti confluiranno nella trattativa che arriverà alla conclusione durante il successivo Governo Draghi.

DRAGHI – 13 FEBBRAIO 2021 / 22 OTTOBRE 2022

Durante il Governo Draghi viene finalmente conclusa la tornata 2019-2021.

Il Ministero della Difesa quantificò ufficialmente il risultato in:

CIRCA 128 EURO LORDI MEDI MENSILI

comprese le competenze accessorie.

L'incremento medio corrispondeva a:

+4,26%

rispetto alla retribuzione media del 2018.

Sul solo trattamento fondamentale, l'incremento medio veniva quantificato in:

CIRCA 100 EURO LORDI MENSILI.

Nello stesso periodo l'inflazione fu:

2019: +0,6%
2020: -0,2%
2021: +1,9%.

L'aumento cumulato dei prezzi risulta nell'ordine del 2,3%.

Anche in questo caso il rapporto tra incremento contrattuale e inflazione del triennio appare decisamente più favorevole rispetto al successivo contratto 2022-2024.

LA SVOLTA DEL SINDACALISMO MILITARE

Durante il Governo Draghi viene inoltre approvata la legge 28 aprile 2022, n. 46, che disciplina le Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari (Fratelli d'Italia si astiene all' approvazione della legge).

Si tratta di una svolta storica nell'ordinamento militare: dopo decenni di rappresentanza militare, viene riconosciuto legislativamente il sindacalismo militare.

MELONI – DAL 22 OTTOBRE 2022

Durante il Governo Meloni vengono portate alla conclusione due tornate contrattuali consecutive:

2022-2024;

2025-2027.

È un elemento che deve essere riconosciuto.

Ma proprio in questo periodo il confronto tra aumenti nominali e inflazione diventa decisivo.

CONTRATTO 2022-2024: 198 EURO LORDI MEDI

Per il contratto 2022-2024 il Dipartimento della Funzione pubblica indica un beneficio medio mensile a regime di circa:

198 EURO LORDI.

La componente principale riguarda stipendio e indennità fisse e continuative, mentre una quota viene destinata al trattamento accessorio. La documentazione governativa indica inoltre un incremento netto nell'ordine dei 100 euro per le qualifiche iniziali, fermo restando che il netto effettivo dipende dalla posizione individuale e dalla fiscalità applicata.

Il punto decisivo è però l'inflazione.

ISTAT registra una variazione media dell'indice NIC pari a:

2022: +8,1%
2023: +5,7%
2024: +1,0%.

Componendo matematicamente le tre variazioni annuali, l'aumento dei prezzi nel triennio è di circa:

+15,5%.

Il rinnovo viene invece associato a una crescita retributiva nell'ordine del 5,9%.

+15,5% PREZZI

contro circa

+5,9% CONTRATTO.

Non significa che ogni militare abbia perso esattamente 9,6 punti percentuali di reddito reale: per calcolare la perdita individuale bisognerebbe considerare livello retributivo, decorrenze degli aumenti, composizione della busta paga, fiscalità e struttura dei consumi familiari.

Ma il confronto macroeconomico mostra chiaramente che:

L'AUMENTO CONTRATTUALE NON HA RECUPERATO L'INFLAZIONE ACCUMULATA NEL TRIENNIO.

Questa è la principale debolezza economica del rinnovo 2022-2024.

Il problema non è sostenere che 198 euro siano nominalmente pochi.

Il problema è stabilire quanto valgano realmente dopo un'inflazione cumulata del 15,5%.

CONTRATTO 2025-2027: SECONDO RINNOVO DEL GOVERNO MELONI

Il 15 luglio 2026 è stata sottoscritta l'ipotesi di accordo per il triennio 2025-2027.

Le tabelle e le comunicazioni disponibili indicano, per l'intero Comparto Sicurezza-Difesa, un incremento medio mensile complessivo a regime di:

188,63 EURO LORDI

corrispondente a circa:

+6,14%.

Il valore del punto parametrale viene portato progressivamente:

195,50 euro → 200,90 euro dal 2025 → 205,40 euro dal 2026 → 207,51 euro dal 2027.

Per una qualifica iniziale, ad esempio l'Agente della Polizia di Stato, alcune tabelle sindacali quantificano l'incremento a regime in 145,51 euro lordi, con un netto indicativo nell'ordine dei 100 euro mensili. Gli importi cambiano naturalmente in base a grado, qualifica e parametro.

È quindi importante distinguere:

188,63 euro è una MEDIA DI COMPARTO;

non significa che ogni militare riceverà 188,63 euro lordi.

Il dato definitivo sul potere d'acquisto del triennio 2025-2027, invece, non è ancora disponibile, perché siamo nell'agosto 2026 e il triennio non si è concluso.

Qualsiasi confronto definitivo con l'inflazione 2025-2027 sarebbe quindi prematuro.

IL DISSENSO SUL CONTRATTO 2025-2027

La tornata 2025-2027 ha evidenziato anche una forte divisione tra le rappresentanze del personale.

Le fonti sindacali favorevoli alla sottoscrizione riportano che, considerando le deleghe censite nell'ambito delle consultazioni, il 77,06% risultava rappresentato da organizzazioni favorevoli e il 22,94% da organizzazioni contrarie.

Parallelamente, una parte significativa del sindacalismo militare ha contestato l'insufficienza delle risorse, la previdenza dedicata, la specificità e le prerogative sindacali.

Il 18 luglio 2026 è stata inoltre organizzata a Roma una manifestazione nazionale promossa da organizzazioni sindacali militari di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza.

IL CONFRONTO CHE CAMBIA LA LETTURA DEI CONTRATTI

Tornata

Governo che conclude

Risultato indicativo

Inflazione del periodo

Valutazione


2006-2007 - Prodi II

circa 123-133 € medi secondo le diverse ricostruzioni

2007 +1,8%

rapporto favorevole

Introduce il Fesi per il personale delle Forze Armate 

2008- 2011 Berlusconi IV

aumento di 90 euro del contratto e vacanza contrattuale 2009

blocco contrattuale

prezzi in crescita

fortemente penalizzante

2012 - 2013 Monti 

Approvazione del nuovo modello difesa  che ha ridimensionato le forze armate votato a maggioranza dal centro destra e dal centro sinistra.

 2014- 2016 Letta 
Nessun provvedimento 

2016-2018 Renzi -Gentiloni

Sblocco assegni di funzione, classi e scatti;  
bonus sicurezza 80 euro al netto 
riordino delle carriere (concorso straordinario ex 958, sblocco sei parametri, qualifiche speciali, direttivo, riduzione tempistica degli avanzamenti per i graduati e sergenti).

sblocco contrattuale circa 85 € medi

circa +2,3% cumulato

recupero relativamente favorevole

2019-2021 Draghi,

Rinnovo contrattuale 128 € medi; +4,26%

22/240circa +2,3% cumulato

rapporto favorevole
 
approvazione della legge sui diritti Sindacali dei militari (astenuti Fratelli d'Italia)

2022-2024 - 2025 - 202 Meloni

circa 198 € medi

circa +15,5% cumulato

recupero largamente incompleto

25/27 188,63 € lordi medi a regime; +6,14%

triennio ancora in corso

non ancora valutabile definitivamente

Altri aspetti nel corso delle trattative contrattuali in ambito militare 

 Provvedimenti disciplinari di Stato nei riguardi di alcuni dirigenti sindacali del ruolo " graduati" dell' Esercito per critiche sindacali considerati lesive nei riguardi del Ministro della Difesa.

Nel rinnovo del contratto 25/27 9 sigle sindacali della difesa su 14 non hanno firmato il contratto.

Il 18 luglio 2026 la grande manifestazione a Roma dei Sindacati Militari in dissenso con il governo sulle risorse del contratto 25/27



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