Istituzioni: “ libertà di critica art 21 della Costituzione" L’ARMATA DEI GENERALI IN RISERVA SCENDE IN CAMPO POLITICO?

IL PUNTO DELLA SETTIMANA
Senso di responsabilità ed etica di un servitore dello Stato
Nell'immaginario collettivo degli italiani, i servitori dello Stato rappresentano un esempio di attaccamento alla Patria, rispetto delle istituzioni e dedizione alla Repubblica.
Questo principio assume un valore ancora maggiore quando si parla delle alte gerarchie. Chi raggiunge i vertici non è soltanto un capo o un comandante: diventa una guida e un punto di riferimento per le donne e gli uomini con le stellette, di ogni ordine e grado.
Più alto è il grado, maggiore dovrebbe essere il senso di responsabilità nell'utilizzo pubblico della propria qualifica, anche dopo il passaggio nella riserva o in congedo.
Quando il grado entra nella competizione politica rischia di coinvolgere l'intera Istituzione
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescente presenza di generali in riserva o in congedo nella vita politica: candidature, incarichi istituzionali, ruoli di consiglieri, fondazione di movimenti, partecipazione a tribune televisive, comizi e interventi quotidiani sui social network.
In alcune manifestazioni politiche si sono levati persino cori inneggianti al "Generale", trasformando il grado militare in un elemento di identificazione e promozione politica.
Ogni cittadino, compreso chi ha servito nelle Forze Armate, ha pieno diritto di partecipare alla vita democratica. Nessuno intende mettere in discussione questo principio.
Occorre, però, domandarsi se l'impiego sistematico del grado nella comunicazione politica possa generare nell'opinione pubblica una sovrapposizione tra le posizioni personali dell'interessato e l'immagine delle Forze Armate.
Il grado racconta una storia professionale, ma richiama anche l'autorità, il prestigio e i valori dell'Istituzione. Proprio per questo dovrebbe essere utilizzato con sobrietà, equilibrio e senso di responsabilità.
Il clamore mediatico danneggia un'intera categoria
All'esposizione politica si aggiungono alcune recenti vicende giudiziarie "presunte tangenti " che, secondo quanto riportato nel marzo 2026 da organi di stampa nazionali, interesserebbero alcune alte gerarchie nell'ambito di indagini ancora in corso.
A queste notizie si è aggiunto un servizio trasmesso da Piazzapulita il 30 aprile 2026, dedicato anche alle strutture di protezione sociale della Difesa e ai trattamenti riservati ad alcune alte gerarchie.
Non per ultimo i servizi delle IENE di qualche anno fa' che interessava un dirigente con le stellette in riserva al servizio della politica
Non spetta ad ACVUM formulare accuse o stabilire responsabilità. La presunzione di innocenza deve essere pienamente rispettata e ogni accertamento compete esclusivamente alle autorità preposte.
Rimane, tuttavia, il problema del clamore mediatico, che rischia di danneggiare l'immagine delle Forze Armate e della grande maggioranza dei comandanti che svolgono il proprio incarico con onore, discrezione e spirito di servizio.
Sono uomini e donne che rappresentano un esempio per il personale dipendente e che rischiano di vedere oscurato il proprio lavoro dalle vicende riguardanti pochi individui.
Tutelare l'immagine delle Forze Armate significa, prima di tutto, tutelare questi comandanti e tutto il personale che continua a servire lo Stato lontano dai riflettori.
Se il rigore vale in basso, deve valere ancora di più in alto
In una vicenda sottoposta all'attenzione di ACVUM, l'Amministrazione della Difesa ha adottato un severo provvedimento disciplinare di stato nei confronti di un dirigente sindacale militare, in relazione ad alcuni comunicati stampa contenenti critiche sindacali rivolte al Ministro della Difesa e a un suo consigliere, generale in riserva.
Secondo la documentazione portata all'attenzione dell'Associazione, l'Amministrazione ha ricondotto personalmente al dirigente tali comunicati e ne ha valutato disciplinarmente il contenuto.
Il provvedimento ha prodotto conseguenze sulla sua posizione di servizio e sulla permanenza dei requisiti necessari per ricoprire la carica sindacale elettiva. Nelle successive sedi giudiziarie è intervenuta, in rappresentanza dell'Amministrazione, anche l'Avvocatura dello Stato.
Non spetta a questo articolo stabilire chi abbia ragione. La valutazione sulla legittimità degli atti compete esclusivamente alle autorità amministrative e giudiziarie interessate.
Rimane, però, una domanda di carattere istituzionale: se un simile rigore è stato applicato nei confronti di un dirigente sindacale militare per comunicazioni di critica sindacale, quale livello di prudenza e responsabilità dovrebbe essere richiesto a chi occupa, o ha occupato, i vertici delle istituzioni militari?
L'esempio deve venire dall'alto. Più elevata è la responsabilità ricoperta, maggiore dovrebbe essere l'attenzione riservata ai comportamenti pubblici e all'impiego del grado.
Una disciplina giusta deve essere uguale per tutti
Situazioni differenti possono richiedere valutazioni differenti. Tuttavia, ogni diversità di trattamento dovrebbe essere sostenuta da motivazioni chiare, comprensibili e proporzionate.
La disciplina conserva la propria autorevolezza quando situazioni comparabili vengono valutate secondo criteri coerenti e trasparenti, tenendo conto delle differenze oggettive tra i singoli casi.
Un sistema di regole può essere considerato giusto soltanto quando viene applicato con coerenza, indipendentemente dal grado, dall'incarico o dalla posizione personale dell'interessato.
ACVUM non chiede provvedimenti indiscriminati, non invoca condanne preventive e non intende limitare i diritti politici di alcun cittadino.
Chiede, invece, che l'Amministrazione valuti l'introduzione di criteri chiari e uniformi sull'utilizzo pubblico del grado militare da parte del personale in servizio, nella riserva o in congedo, soprattutto quando tale qualifica viene impiegata nella comunicazione politica, elettorale o propagandistica.
Il grado non dovrebbe diventare uno slogan elettorale né uno strumento attraverso il quale attribuire maggiore autorità istituzionale a una posizione politica personale.
Perché l'esempio viene dall'alto, ma le regole devono valere a ogni livello.
ACVUM sul titolo "Non si può essere forti con i deboli e deboli con i forti." organizzerà un ciclo di convegni tematici in 100 comuni d'Italia per sollevare questioni di alto spessore etico è morale.
ACVUM
Associazione Culturale Europea per la Legalità
"Cittadini e Veterani in Uniforme"
